Un’altra settimana è finita, altri due giorni al laboratorio di pittura sono passati, insieme ai bambini, gustandomi la loro gioia nel godere di questo spazio magico che ho creatao e dove loro sono liberi di esprimersi e di sbizzarrirsi in avventure sempre nuove grazie al gioco del dipingere.
Stavolta sono stata brava, ho lasciato le mie aspettative chiuse a chiave in un casetto e ho affrontato la giornata con il cuore aperto…. ho incassato le mie delusioni senza farmene travolgere…. e quando tutto sembrava perduto è arrivata la sorpresa eheheheh
Venerdì sono arrivati a giocare cinque bambini nuovi e inaspettati. Bambini grandi, vanno già a scuola e per i bimbi al quale sono abituata, questi sono bambini davvero grandi!!
Ero un po’ intimorita ma anche abbastanza sicura del fatto che questo luogo ha un suo potere che da solo mi può aiutare a gestire le situazioni più imprevedibili.
Non conoscevo assoluamente questi bambini, mi erano solo stati annunciati come bambini “problematici”…. diciamo difficilmente gestibili perchè casinisti e alquanto rumorosi….
….??!!…. vabbè…. Stern insegna…. meno si sa sui bambini che entrano nel closlieu e meglio è…. tutti i bambini sono uguali e il mio ruolo è di servitore del gioco del dipingere e non di insegnante o giudice…. e con questo spirito mi sono lanciata in questa nuova avventura.
Nel closlieu c’erano già due “piccoli” abituati al gioco, che stavano dipingendo; ho accolto i bambini nuovi, li ho fatti vestire e sono entrati…. hanno posizionato insieme a me il loro foglio…. e si sono pietrificati davanti alla tavolozza.
Tutti e cinque, di età diverse, erano immobili in attesa che io dicessi loro cosa fare…. (cosa che ovviamente non ho fatto!!)
I piccoli andavano avanti e indietro dal foglio alla tavolozza, prendevano i colori e giocavano con i pennelli…. i grandi erano spaesati.
Il ricordo del corso fatto, degli insegnamenti ricevuti, mi ha dato la forza di affrontare questa situazione nuova e con un gesto impercettibile ho fatto capire ai bambini che erano liberi di giocare….
Allora sono partiti, ognuno ha iniziato a giocare in modo autonomo e diverso, confrontandosi e imitandosi, aiutati dalla magia sempre diversa che c’è durante il gioco del dipingere. Hanno capito subito le dinamiche di quel posto, le regole rigide con cui si gestisce lo spazio, hanno capito il mio ruolo e se ne sono serviti concentrandosi sul loro gioco.
Ma….??!!…. dove erano andati a finire i bambini “problematici” e casinisti di cui mi avevano parlato??….??!!…. chissà eheheheh
Ogni bambino ha giocato a modo suo ma, se proprio devo memorizzarne uno più di tutti gli altri, devo dire che quello che mi ha colpito di più è stato Gaetano che, all’ennesimo foglio, ha deciso di giocare col pennello come fosse una spada, lanciava getti di colore sul foglio e con questi baffi di colore lo ha completamente riempito.
Ovviamente questo modo di giocare non è passato inosservato ai suoi compagni di avventura e uno di loro lo ha imitato, reinterpretando a modo suo, in maniera completamente diversa, questa avventura da spadaccino dei colori.
“Ma tu vivi qui??” mi hanno chiesto i bambini….
“No, qui faccio dipingere i bambini una volta alla settimana”
“Ma tu lo fai per lavoro o per passione??” hanno insistito incuriositi….
….??!!…. “Per passione!!” eheheheh

